Noi Papillon di Villa Botteri scriviamo

Era una notte buia e tempestosa........

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"io, la memoria storica della razza"

E così i nostri ragazzi hanno deciso di rimettere mano al vecchio sito. Siamo risoluti a dire la nostra a tutti i costi! Nottetempo ci siamo impadroniti del potente ed amato MAC ed eccoci qui, con la workstation libera, i grilli che friniscono, la luna piena e tutta la notte a disposizione! Riscriveremo il tutto alla maniera dei Papillon. Un gioco da  niente per noi che tutto vediamo e impariamo; staremo molto attenti a fare le cose per bene altrimenti cancelleranno la pagina e le foto. "Chi Comincia a scrivere?" - " Io naturalmente, primo perchè sono la più anziana e secondo perchè rappresento la memoria storica della razza" - "Va bene: comincia..." - "dunque: " Era una notte buia e tempestosa....." - "Ma cosa scrivi ??!!!" - "Faccio come il bracchetto Snoopy! Lui iniziava sempre così nei Peanuts."- "Ma sei forse una Bracca? Ma lo vedi che non hai misura e vuoi far vedere che hai letto le "strips" della raccolta?" "Anche la foto della notte buia e tempestosa ci hai messo!!!...Accidemboli! non siamo più capaci di cancellare! Pazienza... va bene lo stesso. Scusateci e ricominciamo: Cari, carissimi lettori, fate conto che non LEI non abbia scritto proprio niente.                                    Chi meglio di noi può raccontare tutto sulla nostra razza? Intanto diciamo che siamo dei Papillon: in altre parole apparteniamo alla varietà –secondo lo Standard – ad orecchie erette. Appena nati le nostre orecchie sono pendenti come accade per i nostri cugini Phalène, poi, verso i 20, 25 giorni diventano piano piano erette. Certo che in alcuni momenti abbiamo un orecchio su e uno giù, ma dopo qualche ricaduta, per esempio quando cambiamo i denti, restano definitivamente erette e formano col cranio un angolo di circa 45°. E’ strano, ma i nostri parenti Phalène non fanno così, certo le loro orecchie hanno cartilagini molto ma molto più fini, quindi non possono stare erette anche se l’attaccatura dell’orecchio è nella stessa posizione della nostra. C’è stato un periodo, peraltro non molto lontano, nel quale ci potevamo sposare con i nostri parenti Phalène, non è stata una buona idea, ma i nostri allevatori non potevano saperlo. Da quei matrimoni nacquero dei cani con un portamento di orecchie metà e metà. Tutto ciò dovrebbe essere ormai scomparso, ma sapete anche voi come va la genetica, tutto torna, anche a distanza di tempo nonostante tutte le equazioni e i calcoli che gli umani fanno per calcolare l’imbreeding ecc.., di tanto in tanto compaiono ancora degli amici che hanno delle orecchie con un portamento un po’ “originale”.  Madame Gautier, una nostra compianta amica appassionata dei Phalène, per anni Presidente del Club Francese, le chiamava “Oreilles à geométrie variable”; era simpaticissima, sapeva tutto su di noi quasi come noi stessi: “una grande tecnica!” come dicono gli umani. E dobbiamo confessare che ancora oggi da noi Papillon nascono dei Phalène.  Si fa un gran parlare se siano nati prima i Papillon o i Phalène, se i Papillon siano stati il frutto di certe relazioni – non consentite – con gli Spitz o i Volpini, ma se dobbiamo proprio darvi uno spunto di riflessione andate a guardarvi il dipinto di Bogdani che raffigura un cagnolino che ha le orecchie caratteristiche dei papillon. Questo quadro – Mammà  dice che una copia si trova anche a Milano in un posto che si chiama ENCI , e, da come ne parla, deve essere un posto molto importante per noi cani – è stato dipinto in Inghilterra dove Bogdani visse e lavorò, tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, dipingendo animali e nature morte ad Hampton Court.

Siamo raffigurati in 865 esemplari eseguiti dai più celebri Pittori ( Veronese, Tiziano, Velasquez, La Scuola Olandese) agli Anonimi. Siamo presenti in almeno 900 riproduzioni fra dipinti, sculture, porcellane e gioielli conservati in 70 musei ripartiti in almeno 18 Paesi differenti.

Nelle Fiandre sono le nostre origini. Certo i nostri antenati vivevano in posti molto importanti: erano i cani di corte. Noi apparteniamo alla grande famiglia degli Spaniel, siamo gli esemplari più piccini; il Dottor Caius ci definì “Comforter Spaniel, Gentel Spaniel, Carpet Spaniel”; questo perché le Dame di allora ci tenevano come cani da compagnia. Noi siamo i discendenti di quei “Chiens Damerets” o “Chiens d’écureuils” che tanto piacevano ai Re di Francia. Pensate che Enrico III spese una fortuna per potersi circondare da tanti di noi. Non parliamo del Re Sole che addirittura istituì il titolo di “Valet des petits chiens” per accudirci in una stanza comunicante con quella reale. Ehhh…che tempi! Chissà, forse lo stesso Vatel ( Grande Cuoco e Maestro di Cerimonie del Principe di Condé) sarà stato incaricato di preparare dei biscotti per i nostri antenati. Anche la mamma ci dà i biscotti, ma ammetterete che c’è una certa differenza! Per amor di verità, dobbiamo ammettere che anche allora i più ricercati erano i Phalène, anche oggi del resto sono preziosi e così difficili da allevare, così simili a noi eppure così diversi nell’espressione e persino nell’andatura. E’ un certo non so che di impalpabile, di indefinibile, ma è assolutamente vero. Infatti noi Papillon abbiamo CAC e CACIB distinti dai Phalène. Siamo così simili e allo stesso tempo così diversi.

Il nostro mantello è lungo e setaceo, le orecchie, la parte posteriore degli arti, la coda, e la collarette sono ben guarniti di frange. Quando camminiamo portiamo la coda in alto. I nostri colori oggi sono bianco e arancio nelle sue varie sfumature, bianco e sablé ossia color zibellino: radice del pelo rosso e corpo del pelo nero (l’estensione del nero può variare fino a divenire semplice carbonatura), bianco e nero e tricolore. Quando ci vogliono fare un complimento in famiglia dicono “begli occhi di giaietto!”. Oh! dimenticavamo il meglio: siamo più apprezzati se abbiamo una maschera divisa simmetricamente: è per questo che ci chiamano Papillon.  Non molto tempo fa eravamo chiamati tutti Papillon. 

Per il passato siamo stati anche di altri colori. Con la nascita della cinofilia ufficiale e la redazione dello Standard questi colori si sono perduti perché non ammessi. Siamo esistiti di color interamente nero zaino: ci chiamavano Pyrame, oppure nero focati ed eravamo detti Grédin, potevamo anche essere monocolore Acajou: pensate!  come un setter irlandese rosso. Il nostro pelo ha sempre un impianto a piatto rispetto al corpo e ricade diritto, al massimo, “doucement recourbé par l’onde”, non è mai sostenuto da sottopelo.

Per stabilire lo Standard fu preso come modello uno di noi, ritratto assieme ad una certa Clarissa Strozzi. Sicuramente quel cagnolino bianco-arancio è un Phalène, ma c’è già tutto: maschera, ossatura in proporzione, mantello, colore, quadratura di muso, espressione.

Dunque siamo piccoli epagneul graziosi, di aspetto vivace ma nello stesso tempo robusti, con andatura fiera ed elegante, di struttura armoniosa. Aggiungiamo che siamo cani sportivi (uno di noi si è scoperto doti di cane da caccia e si da un mucchio di arie perché lavora come uno spaniel grande e riporta le quaglie), non ci stancano lunghe passeggiate o gite in montagna. Abbiamo scelto un pò di foto perché potreste anche non crederci sulla parola.

Non è per darci delle arie, ma noi appartenenti alla grande famiglia degli Spaniel o Espaniolz, siamo sempre stati noti per la dolcezza del carattere, l’attaccamento al padrone e ai membri della famiglia senza distinzioni. Pensate che già nel 1300 eravamo noti per questa virtù, tanto che Chaucer per descrivere l’intensità della passione di una donna per un giovane scrisse “For as a Spaynel she wol on him lepe” cioè “desiderava seguirlo come uno Spaniel”. E con questo abbiamo detto tutto. Siamo perciò anche buoni guardiani, ma nello stesso tempo siamo disposti a convivere con altri cani: intanto a noi interessa solo giocare, giocare, coccolare e farci coccolare. Certo siamo anche un po’ smargiassi, quando andiamo in giro e incontriamo un altro cane gli diciamo tutto di noi, ma così, perché siamo fanfaroni, e ci piace tanto vantarci di tutto questo grande passato di corti, di castelli, di carrozze, di alta borghesia olandese, di tulipani, di grandi tappeti Aubusson, di Marly e di Versailles anche quando facciamo una passeggiata in un anonimo viale di una altrettanto anonima e sonnolenta cittadina di provincia. Siamo molto adatti per l’agility e altrettanto per rallegrare vecchie signore sole e intristite, oppure persone ammalate o che hanno perduto l’abitudine a sorridere e a giocare.Il nostro amore e la nostra gioia sono tali che ci sentiamo di affermare di  essere meglio di un “by by blues”. Abbiamo fatto per voi un NOSTRO ALBUM con  foto che dimostrano la nostra sportività e il nostro carattere: cosa ci possiamo fare se siamo degli SPORTSDOGS? Non è mica da tutti! Dai, tu che pesti sulla tastiera! metti anche qualche foto di oggetti collezionati da Loro così magari se scoprono la pagina si commuovono e non la cancellano........Ma tu guarda cosa si deve fare per compiacerli!.... Avremo certo scordato di descrivere qualcosa, ma compatite il nostro piccolo cuore di cane, e, se vi siete anche un pochino divertiti noi siamo contenti e vi ringraziamo di averci letto fin qui con pazienza.

….svelto, salva, metti le ultime foto, invia, pubblica…..FATTO!!!...ecco, si svegliano! Uhhh quante storie faranno per un po’ di peli sulla tastiera; presto corriamo a giocare, l’abbiamo fatta grossa, ma tentazione è stata troppo forte….

Grazie alla nostra amica Puni Murante (Brrr…nostro Vet!) che ci ha fornito le riproduzioni d’epoca.

Grazie al nostro amico Massimo Rebonato che ci ha consentito di vedere che aspetto avesse questa tal Clarissa Strozzi.

Grazie a tutti coloro che ci hanno raffigurato e grazie a  Marco PC per avere insegnato anche a noi come si usa un MAC!!!!

Un saluto dai Papillon di Villa Botteri

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